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Storia, tradizioni, cronaca di un paese di montagna
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Casale Corte Cerro

provincia del Verbano Cusio Ossola, Piemonte nord-orientale.
Situato nella val Corcera, tra lago d'Orta e lago Maggiore, il suo territorio è adagiato sulle pendici dei monti Zuccaro e Cerano, dai 200 ai 1700 metri di altitudine.
Gli abitanti sono 3500, distribuiti tra il capoluogo e le 14 frazioni.



I testi pubblicati in questo blog, ove non diversamente indicato, sono scritti da Massimo  M. Bonini - barbä Bonìn

I testi dialettali sono trascritti utilizzando le regole fonetiche fissate dalla Consulta Regionale per la Lingua Piemontese, adattate alle varianti locali dalla Compagnia dij Pastor.
 

 


I post presenti in questo sito vengono replicati all'indirizzo http://casalecortecerro.blogspot.com

Casale Corte Cerro e Massimo M. Bonini sono presenti in Face Book.
 


 

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27 ottobre 2008

Notizie 26 ottobre 2008

 

BENVENUTO, DON PIETRO

Ecco, è arrivato. E’ qui, finalmente. Domenica 26 ottobre la comunità casalese ha potuto salutare il suo nuovo parroco, don Pietro Segato, arrivato nel pomeriggio – con la scorta di alcune centinaia di oleggesi – e accolto dal sindaco, Claudio Pizzi, dal vicario vescovile del Cusio, don Giovanni Zolla, dall’amministratore della parrocchia di san Giorgio, don Erminio Ruschetti e dall’intera comunità di Casale.

Pubblichiamo, in un post a parte, il messaggio di benvenuto che il curatore di questo blog - uno dei collaboratori ‘storici’ della parrocchia - ha indirizzato al sacerdote nel corso della cerimonia d’insediamento, messaggio cui il nuovo parroco ha risposto con l’offerta di tutta la sua disponibilità e con la richiesta di tutto l’aiuto possibile.

CERIMONIE ALPINE

Il gruppo Ana di Casale invita iscritti e simpatizzanti ad aderire al momento di ricordo dei caduti nella prima guerra mondiale che si terrà, come in tutta Italia, nella serata di lunedì 3 novembre presso il parco delle Rimembranze.

La giornata delle Forze Armate verrà invece celebrata domenica 9 novembre con la presenza alla Messa delle 11 in chiesa parrocchiale seguita dal consueto omaggio floreale ai monumenti ai caduti e dal pranzo sociale presso il ristorante Cooperativa.


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27 ottobre 2008

IL SALUTO A DON PIETRO

 

Parrocchia di San Giorgio Martire – Casale Corte Cerro

Insediamento del parroco don Pietro Segato

Domenica 26 ottobre 2008, ore 15

SALUTO DELLA COMUNITA’

Benedictus qui venit in nomine Domini

Caro don Pietro,

ho il gradito compito di portarle il saluto e il benvenuto in questa parrocchia di San Giorgio a nome dell’intera comunità e delle sue componenti: il Consiglio Pastorale, la Commissione economica, i Chierichetti, i giovani e le famiglie dell’oratorio, il Gruppo missionario, le oltre 30 associazioni presenti sul territorio - qui ben rappresentate dal gruppo ANA – e ogni singolo parrocchiano.

La ringraziamo di cuore, don Pietro per aver voluto accogliere l’invito delle autorità diocesane a lasciare una realtà grande e importante come quella di Oleggio per venire qui, ad accudire gli abitanti di questo paesino di montagna. E con l’occasione ringraziamo monsignor Vescovo, per aver saputo rispondere con sollecitudine alla nostra richiesta di non essere lasciati soli, di avere un nuovo parroco nel più breve tempo possibile.

Le presentiamo una parrocchia forte e unita, una parrocchia che ha saputo affrontare con determinazione, ma anche con serenità ed equilibrio la prova – dura, inutile negarlo – che ci è stata imposta con l’allontanamento del suo predecessore.

Presentiamo una comunità viva e attiva, proiettata nel futuro, ma allo stesso tempo consapevole e orgogliosa delle sue tradizioni plurisecolari.

Siamo montanari: gente fiera e testarda, ma nello stesso tempo, gente che sa essere disponibile e generosa. La accogliamo con la mano e con il cuore aperti, chiedendole di proseguire con noi il cammino che abbiamo intrapreso e mettendoci a sua disposizione per ogni iniziativa che volesse intraprendere. Qualunque cosa le venga in mente, non abbia timore: apra la porta e chiami. Le garantiamo che qui, a Casale troverà sempre qualcuno pronto a rispondere.

Le affidiamo questi nostri bambini, e i nostri giovani, che sono abituati ad avere nel parroco un compagno di giochi, oltre che una guida e un maestro.

Le affidiamo le nostre famiglie, specialmente le più giovani, che sono abituate ad avere nel parroco un punto di riferimento, un amico sincero e un ospite sempre gradito tra le mura delle loro case.

Le affidiamo gli anziani e gli ammalati, che sono abituati ad avere nel parroco una presenza discreta e costante, quel compagno che ascolta e consola, alleviando sofferenza e solitudine.

Le affidiamo le tante opere parrocchiali, in particolare quell’oratorio che lei già conosce, che è costato tanto lavoro e tanti sacrifici a tre generazioni di casalesi, e che sta ritornando ad essere punto di riferimento per l’intera comunità, non solo quella parrocchiale.

Infine cogliamo l’occasione – ed è la seconda occasione in pochi anni - per ringraziare don Erminio Ruschetti, che ancora una volta ha saputo trovare il tempo, la pazienza e le energie per seguire anche questa nostra parrocchia. E con lui ringraziamo tutti i sacerdoti che si sono avvicendati a celebrare le funzioni in questi due mesi di vacanza della sede.

Un ultimo pensiero lo rivolgiamo agli amici di San Giovanni in Oleggio, il cui stato d’animo possiamo benissimo immaginare e comprendere, essendo gli stesi sentimenti che noi provavamo meno di due mesi fa, accompagnando in Ossola don Enrico.

Vorremmo ricordare loro che un amico sincero non lo si perde mai, per quanto lontano venga mandato. Vorremmo invitarli a tornare qui tra noi, a far visita a don Pietro ogni volta che ne proveranno il desiderio; saranno sempre i benvenuti e sarebbe bello se si ripetesse con loro l’esperienza di comunione, quasi un gemellaggio spontaneo, già verificatasi con la comunità di Borgolavezzaro.

Ecco: questi sono, semplicemente, i pensieri, i desideri e le aspirazione di Casale. Ci dia la mano, don Pietro, come a figli devoti…

E camminiamo, insieme…


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22 ottobre 2008

IL COMUNE DI CASALE CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA

 

Ordine del Giorno

La Giunta Municipale di Casale Corte Cerro

Visto Il D.Lgs 112/2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”,

visto il Decreto legge 137/2008 “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”,

vista la Legge 244/2007 (legge finanziaria 2008),

visto lo schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,

RICORDATO

che il Comune di Casale Corte Cerro sostiene da tempo le istituzioni scolastiche locali e che l’attuale amministrazione ha avviato importanti interventi strutturali (realizzazione della nuova mensa e del parcheggio e rinnovo degli infissi nel plesso in frazione Motto; realizzazione del micro-nido; acquisto del nuovo scuola bus) e socio-educativi (istituzione del servizio di post-scuola e di contributi per le famiglie con bambini che frequentano asili nido fuori comune);

CONSIDERATO

1. che è in corso una modifica del settore dell’istruzione attraverso strumenti legislativi impropri (ad esempio, legge finanziaria e decreti legge) e senza un dibattito aperto che porti a scelte chiare, trasparenti e condivise;

2. che lo schema di piano programmatico costituisce in concreto la semplice attuazione dell’art. 64 della L. 133/08 (legge finanziaria) e prevede quasi esclusivamente tagli delle risorse di cui il sistema scolastico pubblico dispone attualmente;

PREOCCUPATA

A. per il taglio di oltre 131.000 posti di lavoro tra personale docente e ATA nel prossimo triennio, di cui, secondo le prime stime, circa 150 nella nostra Provincia;

B. per scelte inadeguate a mantenere, in una società sempre più complessa, una elevata qualità

a. della scuola dell’infanzia, per la riduzione dell’orario che prevede lo svolgimento di attività formative “anche solamente nella fascia antimeridiana”;

b. della scuola primaria, per la reintroduzione del maestro unico e per la riduzione dell’orario, che prevede tempo prolungato e tempo pieno come scelte secondarie;

c. degli istituti tecnici e professionali, per la riduzione delle attività pratiche e di laboratorio più strettamente connesse con la successiva attività lavorativa;

C. per la possibile chiusura di numerosi plessi scolastici, soprattutto nei piccoli comuni e nei territori montani, compreso quello di Casale C.C.;

D. per gli effetti che avranno dal punto di vista sia educativo che sociale l’innalzamento del numero di studenti per classe e il taglio degli insegnanti di sostegno;

ESPRIME

la convinzione che la scuola pubblica sia fonte di sapere e ricchezza, luogo imprescindibile di formazione, integrazione e crescita delle nuove generazioni, spazio di cittadinanza e pari opportunità;

DICHIARA

la propria contrarietà, nel metodo e nel merito, a provvedimenti che

I. impoveriscono culturalmente e pedagogicamente la scuola italiana;

II. impoveriscono la scuola primaria, che attualmente è ai primi posti, per risultati, nel confronto con le altre nazioni europee;

III. scaricano sulle famiglie e sugli enti locali la responsabilità di garantire qualità della istruzione e coesione sociale;

IV. riducono la capacità dei giovani a presentarsi competitivi sul mercato del lavoro;

AUSPICA

l’apertura di un dibattito ampio e non ideologico sulle iniziative che possono migliorare una istituzione, che, soprattutto a livelli superiori, ci vede agli ultimi posti fra i paesi più industrializzati;

Casale Corte Cerro, 22 ottobre 2008


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21 ottobre 2008

Notizie - 19 ottobre 2008

 

LA ‘GUERRA’ DELLE CAMPANE

Montebuglio, una ridente e tranquilla frazione casalese con poco meno di duecento abitanti. Tranquilla almeno fino alla scorsa estate, quando alcuni cittadini, da poco insediatisi, hanno cominciato a manifestare una decisa insofferenza verso il concerto di campane della chiesa parrocchiale di San Tommaso, campane che da secoli segnalano il trascorrere delle ore, i momenti salienti delle giornate e le funzioni religiose. Durante i mesi estivi questi cittadini – una quindicina di persone – si sono rivolte al sindaco, Claudio Pizzi, chiedendo che provvedesse a far cessare i ‘rumori molesti’ a termini di legge. L’amministrazione, dopo aver inutilmente tentato di smorzare la polemica, ha investito del problema l’Arpa – agenzia regionale per la protezione dell’ambiente – la quale però ha dichiarato la propria incompetenza, in quanto la legislazione vigente in merito all’inquinamento acustico sarebbe applicabile solo alle attività lavorative.

Nel frattempo il parroco, don Erminio Ruschetti, venuto indirettamente a conoscenza della protesta – perché, a quanto pare nessuno lo avrebbe direttamente interpellato – aveva provveduto a limitare l’uso delle campane alle ore diurne, in modo da ridurre i possibili disagi. Pare però che le proteste non siano cessate, ma a questo punto sono gli altri abitanti di Montebuglio a far sentire la propria voce per manifestare il loro disappunto. Negli scorsi giorni hanno fatto pervenire al sindaco una petizione, recante quasi centocinquanta firme, con la quale chiedono senza mezzi termini che i segnali siano pienamente ripristinati e mantenuti, e dichiarando di non sentirsene in alcun modo disturbati. Tra di loro vi sono alcune delle persone più anziane residenti in paese, che si appellano soprattutto alla tradizione risalente alla fondazione della parrocchia e all’installazione dell’attuale concerto di campane, avvenute rispettivamente nel 1628 e nel 1932.

Il clima in paese si va riscaldando, rischiando di deteriorare i rapporti di buona convivenza da sempre presenti in quella comunità. Resta da chiedersi se una maggior disponibilità al dialogo e alla reciproca tolleranza non porterebbe a risultati migliori…

L’ARRIVO DI DON PIETRO

Ci siamo! Dopo quasi due mesi di preparazione, tutto è ormai pronto per l’entrata solenne del nuovo parroco, don Pietro Segato, proveniente dalla parrocchia di San Giovanni in Oleggio.

Il sacerdote, con i suoi accompagnatori, arriverà domenica 26 ottobre nella piazza del municipio poco prima delle 15. Qui riceverà il benvenuto delle autorità civili e sarà quindi accompagnato in chiesa parrocchiale dove si svolgerà la cerimonia ufficiale d’insediamento. Subito dopo ci si trasferirà all’oratorio Casa del Giovane, dove i casalesi e gli ospiti – che si prevedono particolarmente numerosi – potranno salutare il nuovo pastore della parrocchia di San Giorgio. Sarà l’occasione per instaurare amichevoli e duraturi rapporti tra le due comunità, così come avvenne nove anni or sono con gli amici di Trecate e Borgolavezzaro.

Intanto è trapelata dagli ambienti della Curia novarese un’altra buona notizia. Pare che don Adriano Miazza, già parroco di Quarna e trasferito nel corso dell’estate in valle Vigezzo, farà presto rientro nel Cusio, dove gli verrebbe affidato il compito di collaboratore presso le tre parrocchie casalesi, San Giorgio di Casale, San Tommaso di Montebuglio e Gattugno e Santi Lorenzo e Anna di Ramate. Mancano ancora conferme ufficiali, ma sarebbe un prezioso aiuto per i due parroci, don Erminio e don Pietro.

LE PRIORE

Come ogni anno, un mese prima della festa copatronale della Madonna delle Figlie, lä Mädònä dij Mätän che si terrà la terza domenica di novembre, sono stati resi pubblici i nomi della nuova priora e vicepriora della parrocchia di San Giorgio. L’onore è toccato rispettivamente alla signora Elisa Vercelloni, del Motto e alla signorina Elisa Fantoni di Crebbia. Vanno a sostituire, nell’assistenza alla vita parrocchiale, Rosa Grasso Guarnori e Valentina Turini.

A FAVORE DEGLI ANZIANI

Importanti decisioni sono state prese dal consiglio direttivo dell’Associazione per la Promozione dell’Anziano, riunitosi presso la sede dell’ex municipio lo scorso 8 ottobre.

E’ stato programmato il secondo corso di Pedagogia clinica per la terza età – potenziamento della memoria, la cui prima edizione, tenuta lo scorso anno presso Il Cerro di Ramate aveva ottenuto una più che buona partecipazione. Anche per quest’anno sono programmati nove incontri in orario pomeridiano, con inizio lunedì 3 novembre, presso la Tavernetta della Società Operaia casalese, in via Ramate, Docenti saranno ancora una volta Monica Perin e Gino Carissimi. Iscrizione – gratuita per i soci e 10 euro per gli altri – presso la biblioteca comunale o i volontari dell’associazione; saranno ammessi un massimo di trenta partecipanti. L’iniziativa è cofinanziata dall’assessorato comunale ai Servizi Sociali.

Domenica 14 dicembre, poi si terrà la Festa dell’Anziano, con pranzo sociale presso l’oratorio Casa del Giovane e sottoscrizione a premi. Il programma dettagliato verrà reso pubblico nel corso delle prossime settimane. In quella occasione sarà presentato il Taquin dë cui dë Cäsàal edizione 2009, in fase di preparazione e con importanti novità.

Da ultimo il consiglio ha preso visione delle proposte progettuali presentate dall’Agenzia territoriale della casa di Novara per la realizzazione della residenza protetta sui suoi terreni siti a Ramate, mediante convenzione con l’amministrazione comunale. L’idea, approvata dall’assemblea sociale del febbraio 2006, sta finalmente prendendo corpo e porterà alla realizzazione di dodici mini alloggi destinate a persone anziane – con la presenza di lavanderia comune, infermeria e orti – e di quella sede dell’associazione dove poter finalmente istituire il tanto vagheggiato centro d’incontro.

TELETHON

Venerdì 24 ottobre, alle 21 serata di musica per fisarmonica con il maestro Sergio Scappini. Organizzazione a cura della sezione omegnese della Uildm – Unione per la lotta alla distrofia muscolare – con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Casale Corte Cerro, nel quadro di Telethon 2008 con il consueto scopo di raccogliere fondi per la lotta alle malattie genetiche. Ingresso a offerta libera.

STAGIONE TEATRALE AL ‘CERRO’

Riapre i battenti il centro culturale Il Cerro di Ramate per la stagione teatrale autunnale.

Sabato 25 ottobre, alle 21 la compagnia ticinese Maggiainscena, con il patrocinio del circolo Arci Rio Grande di Ramate, proporrà la piece comica in due atti ‘Don Cavagna’.

Ondateatro di Torino riproporrà invece, per il terzo anno, l’ormai collaudato ciclo di rappresentazioni per i più piccoli, ancora una volta sotto l’etichetta di Domeniche a Teatro e con il contributo delle amministrazioni comunali di Casale e Baveno, della regione Piemonte e della provincia del Verbano Cusio Ossola.

Domenica 26 ottobre, alle 17 ‘Famelico lupo, ovvero: come ti mangio i tre porcellini’ con la compagnia Il Melarancio.

Domenica 9 novembre, alle 16 ‘Storia di coraggio e di paura’ con Onda Teatro. Domenica 23 novembre, ancora alle 16 ‘Il melo gentile’ con Dottor Bostik e Unoteatro.

Per ogni spettacolo il costo del biglietto sarà di 4 euro.

Da segnalare che altre due rappresentazioni facenti parte della stessa rassegna – ‘Habitat’ di Ondateatro e ‘Strip’ di Stilema/Unoteatro – si terranno presso la sala Nostr@domus di Baveno il 16 novembre e il 14 dicembre, con inizio alle 16 e stesso costo del biglietto.

LUTTI

E’ scomparsa Assunta Viscione Moscatiello, 95 anni, di Casale centro. A familiari e amici le più sentite condoglianze della redazione.


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19 ottobre 2008

Le campane di Montebuglio

Pubblichiamo la petizione fatta pervenire nei giorni scorsi al sindaco di Casale, a firma di quasi 150 abitanti della frazione Montebuglio. Argomento: "Lasciamo suonare le campane della chiesa parrocchiale, come da tradizione..."

                                                                                Al Sindaco di Casale Corte Cerro

Oggetto: utilizzo delle campane.

                        06 Ottobre 2008

Spett. Ufficio,

i sottoscritti abitanti della frazione Montebuglio

VENUTI A CONOSCENZA

dell’esistenza di azioni - intraprese da altri cittadini di recente trasferitisi in questo paese - tendenti a far cessare l’impiego del concerto di campane della chiesa parrocchiale di San Tommaso per la segnalazione delle funzioni religiose, del trascorrere delle ore e dei momenti salienti della giornata

DICHIARANO

· Di non sentirsi in alcun modo disturbati dai suoni emessi dalle campane medesime in qualunque ora del giorno o della notte.

· Di ritenere importante per la vita sociale della comunità che i segnali prodotti vengano mantenuti con le modalità tradizionalmente applicate sin dalla istituzione della parrocchia (1628) e dall’installazione del concerto di campane esistente (1932).

Pertanto i sottoscritti

CHIEDONO

alla S.V. di adoperarsi per quanto di Sua spettanza e presso la competente autorità religiosa affinché il suddetto servizio – recentemente modificato - sia prontamente ripristinato alle precedenti condizioni e alle tali mantenuto.

Con osservanza.


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16 ottobre 2008

12 Ottobre 2008 - Notizie

 

GIORNATA MISSIONARIA

Si terrà domenica 19, terza di ottobre, la giornata missionaria mondiale. Saranno dedicate a tale scopo le offerte raccolte durante le funzioni e il ricavato della consueta Fiera del Dolce.

Sabato 18 si terrà la Veglia missionaria di preparazione, a Borgomanero.

IN ATTESA DI DON PIETRO

Cresce l’attesa per l’arrivo del nuovo parroco. Sono ormai in via di ultimazione i lavori di rinfresco e imbiancatura alla casa parrocchiale, mentre tutti i volontari mantengono vive le attività pastorali già impostate.

Si ricorda che la cerimonia d’insediamento di don Pietro Segato si terrà domenica 26 ottobre, con inizio alle 15, in chiesa parrocchiale. Seguirà ricevimento all’oratorio Casa del Giovane.

LUTTI

Sono scomparsi Anna Mazzarino Bianchi, 84 anni, di Montebuglio e Pietro Pierino Dal Cucco, 72 anni, di Ramate.

A tutti i familiari e agli amici le più sentite condoglianze della redazione.


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16 ottobre 2008

...e adesso siamo anche in videolettura!

Quel 'mattacchione' di Alfa ne ha combinata un'altra delle sue

vedete un po':    click qui  oppure   qui

Rob dë mi crëdä! 


E poi, agli appassionati di fotografia consiglio anche un giro qui...


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11 ottobre 2008

TORNA IL DIALETTO ALL'UNI3 DI OMEGNA

Sabato 18 ottobre, alle 15, presso l'auditorium del Forum di Omegna saranno presentate le attività per l'anno accademico 2008/2009.
In particolare il corso 'Lingue, dialetti e cultura tradizionale' curato dalla Compagnia dij Pastor con il patrocinio dell'Ecomuseo Cusius del Lago d'Orta e del Mottarone.
Per maggiori informazioni, click qui

Attenzione! Si parlerà molto di Casale, del suo dialetto, delle sue tradizioni. Quindi... non lasciatevi sfuggire l'occasione.


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10 ottobre 2008

CANTAR MAGGIO

                                                                   Cäntàa Masc 

Il rito del maggio come adorazione della natura risvegliata, è una tradizione arcaica che si perde nella notte dei tempi. Era un ringraziamento per essere usciti dall'inverno e insieme un modo per propiziarsi gli dei, affinchè la terra desse buoni frutti.

Anche nel Cusio, come un po' dovunque, il rito era anticamente presente in tutte le sue forme tipiche: l'offerta di rami e di fiori, il furto e l'erezione dell'albero (simbolo dello spirito della vegetazione) e la danza intorno ad esso, l'elezione della regina del maggio (una fanciulla nubile che simboleggiava la fecondità della natura in risveglio), la serenata notturna.

Quest'ultima forma sopravvive a Casale dove, nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio, un gruppo di uomini attraversa il paese addormentato e canta, sulla falsariga di un motivo musicale fisso, alcune strofe, parte delle quali sono pure fisse e altre variabili e improvvisate. Si inizia con il riverire i padroni di casa, li si prende in giro per il loro lavoro o i loro difetti e si finisce per imporre di pagare il pegno per il canto, solitamente con vino o generi alimentari. Il läntigher - che viene chiesto in tono satirico se proprio non si vuole dare loro nulla - è nell'antico dialetto casalese un ciottolo bianco, della forma e dimensione di un uovo, che viene messo nel nido per insegnare alle giovani pollastre dove deporre le uova. Strofe di ringraziamento o di maledizione vengono eseguite per ultime, secondo l'esito della sosta.

La prima strofa è eseguita da un solista, tenore o baritono, che ha il compito di svegliare l'interessato (nella versione proposta un ipotetico sciur Pidrin); le altre si cantano in coro, intercalandovi il ritornello.

L'è chi masc!

Maggio fiorente

fior d'ogni tempo,

fior dell'estate

e tute dòne inemorà. O bèlo vengo masc!

Somän gnui däl Sass Länscin

për riverìi 'nca 'l scior Pidrin.

Somän gnui dä'n Pra Mädònä

për riverìi 'nca lä seu dònä.

Gnirà mai 'nä bèlä està

finché masc särà cäntà.

Scior Pidrin chë'l vardä giù

che altrimenti an mòvom pù.

Scërchì miä da fâa tänt l'eurch,

soma bè ch'ji mäzzà 'l peurch!

Portè fòrä quatär euv,

ses, o sètt, o vott, o nov.

Se'l ghi pròpi notä notä,

mändè fòo lä dònä biotä.

E së'l ghi pròpi vèr vèr,

dènn almeno 'l läntighèr.

STROFE DI RINGRAZIAMENTO (FISSE)

Ä si pròpi bravä sgént,

fomä ij neusti complimént.



V'auguromä bonä neucc

finché 'l disnàa särà miä cheucc.

STROFE DI MALEDIZIONE (FISSE)

Tänti s-caj int ä col mur

tänti bròch int ël veust cul.



Tänti piòd in su col tëcc

gnessän giù sui veusti orëcc.

ECCO MAGGIO.: Ecco maggio / maggio fiorente / fior d'ogni tempo / fior dell'estate / e (fior di) tutte le donne innamorate. / Viene il bel maggio! / Siamo venuti dal Sasso Lanscin / per riverire anche il signor Pidrin. / Siamo venuti dal Prato Madonna / per riverire anche sua moglie. / Non ci sarà una bella estate, / se non viene cantato il maggio. / Si affacci, signmor Pietro / altrimenti non ce ne andiamo. / Cercate di non fare lo gnorri, / sappiamo che avete ucciso il maiale. / Dateci quattro uova, / sei, o sette, o otto, o nove. / se non avete proprio neinte / fate uscire la moglie svestita. / E se proprio non avete nulla, / dateci almeno il läntigher. / Siete prorio brava gente, / vi facciamo i complimenti. / Vi auguriamo buona notte / finchè il desinare sarà cotto (in questa casa). / Tante pietre ci sono in quel muro, / tanti chiodi (si possano piantare) nel vostro posteriore. / Quante piode vi sono su quel tetto, / (altrettante) vi cadessero sulle orecchie.


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9 ottobre 2008

Ballatella del lago d'Orta

Non un libro, ma una 'poesia in prosa' questa 'Ballatella dei palloncini ciabattoni' di Laura Pariani.
La trovate al link http://orta.net/ita1/pariani.htm


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6 ottobre 2008

IJ FOLIT

 

I folletti

Il mézz* del latte si è rovesciato inopinatamente? Il camino tira male e vi riempie la casa di fumo? Le vacche si agitano e rumoreggiano nella stalla, in piena notte e senza ragione apparente? Non è sfortuna, o cattiva manutenzione o effetto del freddo, no!.. Sono i folletti, quegli esserini eterei, di solito invisibili e dispettosissimi, che si divertono a tormentare gli umani con i loro tiri mancini. Nascondono gli oggetti di casa, mungono le capre e ne gettano il latte nel pozzo, sparpagliano il mucchio del letame davanti all'ingresso di casa, fanno fuggire i maiali dallo stabbio...

Ma a volte, nella loro imprevedibilità, sanno anche rendersi utili: alla Maria hanno spazzato e rassettato tutta la cucina, alla Gina hanno vangato l'orto in una sola notte, alla Clara hanno fatto ritrovare tre marenghi d'oro che credeva d'aver perduto. Si dice che il Nino sia riuscito a catturarne uno, nel prato dell'alpe, una mattina di ottobre, e che questi, a mo' di riscatto, gli abbia indicato dove trovare un antico tesoro sepolto.

Mah!...

    * Boccale metallico della capienza di mezzo litro.


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6 ottobre 2008

L'ACCOGLIENZA AL NUOVO PARROCO

 L’assemblea pastorale della parrocchia di San Giorgio si è riunita lo scorso 30 settembre per definire le azioni in vista dell’entrata in parrocchia di don Pietro Segato, che avverrà domenica 26 ottobre alle 15.

Il sacerdote, con i suoi accompagnatori verrà accolto nella piazza del municipio, dove riceverà il saluto delle autorità civili che poi lo accompagneranno in chiesa parrocchiale per la cerimonia d’insediamento. Seguirà un ricevimento con rinfresco preso l’oratorio Casa del Giovane.

Nel frattempo la Commissione economica parrocchiale, sotto la guida di don Erminio Ruschetti, ha avviato una serie di lavori di manutenzione alla casa parrocchiale: pulizia generale, imbiancatura di alcuni locali, riparazioni e riordini vari, predisposizione del mobilio.

Per far fronte alle spese straordinarie è stata avviata una sottoscrizione pubblica. Le offerte potranno essere depositate nell’apposita urna predisposta in chiesa parrocchiale sino a domenica 12 ottobre.


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5 ottobre 2008

Parlano ancora di noi...

Riprendo qui il testo pubblicato nel sito Il Lago dei Misteri e da Il Fuori Onda di Siamo in Onda circa il racconto LÄ VAL D'IJ CINCH, messo in rete il 5 settembre scorso.

...and the winner is...

Concorso "Racconta il tuo mistero". Ci siamo. La giuria di esperti (Marco l'Equi Librista, Nik Quindicidecimi, Silvia la Mezzelfa, Tenar e, naturalmente, Alfa) ha emesso il verdetto.
Eccolo:

1 classificato - Lä val d'ij cinch di Massimo M. Bonini - Bunin


Motivazione: è stata apprezzata la rielaborazione di una leggenda legata al territorio, contestualizzata in un preciso periodo storico, evocato ma non descritto pedantemente nel racconto. Lo stile è molto piacevole ed evocativo e, pur nella brevità del testo traspare una certa ironia e un accenno di caratterizzazione dei personaggi.
Il racconto è stato apprezzato anche per la scelta di divulgare una leggenda locale poco conosciuta al di fuori dal territorio in cui è radicata, rendendola fruibile a tutti e facendola diventare un incentivo alla visita per qualsiasi forestiero.

E infine il commento di Alfa, la mente del blog Il lago dei misteri e ideatore del concorso.
Lo scopo del concorso era soprattutto quello di far conoscere e apprezzare le leggende e le storie misteriose. Per cui, al di là delle classifiche, ringrazio sinceramente tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa: gli autori dei racconti, i lettori che hanno votato, la giuria che si è prestata alla valutazione finale e Puntoradio che ha ospitato la serata finale a Siamo in Onda.


        Grazie ancora per l'attenzione ad Alfa e a tutti gli amici di rete.
                                    Massimo M. Bonini


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4 ottobre 2008

IL RISPETTO DELLA LEGGE

Piero Chiara
Il rispetto della Legge - e altri racconti
edizioni SE, 130 pagine

Una raccolta postuma di racconti 'minori', pubblicati solo su riviste o giornali, finalmente in volume.
Un ultimo 'volo' del bardo di Luino, radente sulle acque del suo lago Maggiore.


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1 ottobre 2008

ËL FORN DLÄ CUSC - L'antro della donna selvatica

 La Cusc era una donna selvatica, con il corpo completamente coperto di peli, che abitava con il suo piccolo in un antro sotto Pra Mauleia - presso il Getsemani - luogo che i Casalesi avevano denominato ël forn dlä Cusc. Aveva fama di strega e di essere eterna, ma si mostrava raramente ai comuni mortali.

Un brutto giorno però, attirata dal canto delle massaie che lavavano i panni nelle acque dell'Oriascieul (rio Mauleia, o rio dei Ceretti), si mise a spiarle dai cespugli della riva e, scorto un neonato lasciato dalla madre a riposare sotto un albero, lo rapì, affascinata dal suo candore, lasciando al suo posto il proprio piccolo, brutto e peloso come lei.

La donna sconsolata, dopo vane e affannose ricerche, si portò a casa il bimbo scambiato, ma non riusciva a trovare il coraggio di allattare quel mostriciattolo e questi piangeva a dirotto e tanto forte da farsi udire anche dalla propria madre, che intanto, nell'antro nascosto, tentava a sua volta invano di consolare il piccolo rapito.

Il giorno seguente la madre casalese si vide comparire davanti la Cusc che, porgendole il figlioletto, pronunciò con voce gutturale le uniche parole che mai le siano state udite: "Tëgn, tëgn ël teu biänchin, damm, damm ël mé plosin"* E ripresasi il suo piccolo, si dileguò veloce tra gli alberi.

* Tienti il tuo piccolo candido e ridammi il mio peloso.


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1 ottobre 2008

PROVERBI E TRADIZIONI DEL MESE di Maggio

 - Së 'l ghi'ncorä on quai sciucasc, tignìil viä pë'l més ëd masc Se vi resta qualche ceppo (da ardere), conservatelo per maggio

- Srëgn ëd neucc, äl val on pieucc Sereno notturno vale quanto un pidocchio

- Së piòv për sän Gotard, për quäräntä dì fa notä d’aut Se piove a san Gottardo (4/5) per quaranta giorni non farà altro

- Säntä Cros, dì ‘d marcä - Së piòv për Säntä Cros, va dë màal nisciòl e nos Se piove a Santa Croce (2/5) marciranno nocciole e noci

- Ascensione (giovedì 40 giorni dopo Pasqua, ora domenica successiva), dì ‘d marca, Së piòv pë’l dì ‘d lä Scénzä, për quäräntä dì somän miä sénzä Se piove il giorno d’Ascensione, per quaranta giorni non potremo farne a meno

- SS Trinità, domenica successiva a Pentecoste – Së piòv për lä Trinità, piòv për sèett fèst infilà Se piove il giorno della Trinità, pioverà per sette feste di fila

- Maggio mese dei matrimoni

Ij dònn e ij frassän, guà lässai indoä nassän – Le donne e i frassini, vanno lasciati dove nascono

Lä dònä? Ch’lä piasä, ch’lä tasä e ch’lä stagä casä… - La moglie? Piaccia, taccia e se ne stia in casa.

E l’òm? Quänd l’è pénä pussè bél che ‘n cän, l’è sé! – E il marito? E’ sufficiente che sia un poco più bello di un cane.

Vardèv dlä lòsnä e däl trón… e dij dònn dë Migiändón – Guardatevi dal fulmine e dal tuono… e dalle donne di Migiandone.


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1 ottobre 2008

FANTASMI E NO

                                                                   ËL PÄSSÓN

L'uomo dal passo pesante

Il barbä (zio) Sctevän, che abitava ad Arzo, sentiva durante certe buie notti d'inverno strani rumori nella strada prospiciente casa sua: dei passi lenti e pesanti, come se qualcuno camminasse calzando grossi scarponi ferrati e portando un greve peso sulle spalle, ma scrutando dalla finestra non si scorgeva passare nessuno. Era uno spirito e il barba l'aveva soprannominato Pässón.

Piuttosto preoccupato, il buon Stefano, uomo devoto e timorato di Dio, chiese aiuto al parroco e questi gli consigliò di uscire senza timore nella via e chiedere apertamente al fantasma cosa lo tormentasse; in base alla risposta si sarebbe studiato poi il modo di "confinarlo", cioè di rimandarlo definitivamente tra i trapassati.

Il piano venne messo in atto e il Passón cessò finalmente il suo tormentato peregrinare. Barba Sctévän, però non volle mai confidare ad alcuno chi realmente fosse stato e a quale prezzo avesse infine ritrovato la pace.

MÄGÓN E IL CUOCO DISONESTO

La Mägón era una bottegaia, probabilmente proprietaria di uno di quei negozietti di paese dove si vendeva un po' di tutto. Gli affari però non prosperavano e la donna, già sparagnina di natura, prese a truffare i clienti con l'aiuto di una bilancia truccata.

Anche per lei la punizione venne dopo la morte: il suo spirito dannato vagava nottetempo tra gli acquitrini del Pozzaràch e, non avendo neppure diritto a dimorare nel camposanto, durante il giorno si nascondeva in un pozzo, al Cäntón.

Destino simile toccò a un ex cuciniere dell'esercito regio, uso ad appropriarsi del formaggio destinato al rancio della truppa: i tetti di Casale videro per notti e notti il fantasma vagare senza meta, lamentandosi e trasportando le pesanti forme di formacc dä grätâ (grana).

ËL NODAR CHË'L ROLAVÄ IJ BÒCC

Il notaio che faceva rotolare i sassi

Viveva un tempo in Casale un notaio di non specchiata onestà, che un giorno si recò a Mergozzo per concludere la vendita di alcuni terreni di proprietà comunale. A quel tempo non esisteva ancora il ponte sul Toce, a Gravellona (fu costruito nel 1888) e il fiume veniva attraversato su barche o chiatte; il nostro notaio, mentre veniva traghettato per il ritorno, lasciò destramente scivolare in acqua la sua finanziera. "Lä mé märsinä!.. Ij sòod dël cumun!"* gridava con ben simulata disperazione. Ma il ricavato della vendita era al sicuro nel taschino del panciotto. Invano i barcaioli si tuffarono nell'acqua fredda, ma la giacca, sapientemente appesantita, si era rapidamente inabissata ed era stata trascinata via dalla corrente.

Gli amministratori comunali dovettero darsi pace per la disgrazia e il furbo notaio si tenne i soldi, ma non ritenendo prudente investirli immediatamente, pensò bene di murarli in casa propria, nascosti dentro una dojä**. Pare che non riuscisse mai a utilizzare quel denaro e si dice inoltre che il contenitore sia stato ritrovato intatto quando la casa venne demolita, molti anni dopo, fornendo parte del capitale per la fondazione di una nota industria locale...

Ma la giustizia divina non dimentica e la punizione fu terribile: lo spirito del notaio venne condannato a vagare senza pace tra i gerbidi del Pianello, dove manifestava la sua furia facendo rotolare grossi sassi addosso ai passanti.

I buoni casalesi, spaventati dal fracasso e dal pericolo imminente, ricorsero prima al parroco e poi ai vescovo e questi, ponderata la situazione, consegnò al sacrestano una lettera sigillata con l'ordine di portarla nella zona frequentata dallo spettro, deporla a terra e tornare velocemente sui propri passi, senza mai voltarsi, qualunque cosa sentisse. Il pover'uomo quasi morì di spavento nel compiere la sua missione; per qualche istante il fracasso prodotto dai massi che franavano fu terribile, poi tornò la pace. Il fantasma era stato "confinato" e da quel giorno non riapparve mai più.

* La mia giacca!... Il denaro del comune!

** Recipiente in coccio, con coperchio, utilizzato per conservare gli alimenti, specie il salame d'oca (sälämin dlä dojä) sotto grasso


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1 ottobre 2008

La mappa... del tesoro?

Un caro, vecchio amico mi ha fatto gradito omaggio di questa pregevole mappa del nostro territorio (il tesoro, appunto), che vorrei condividre con tutti i lettori di questo sito.



Grazie intanto a Zòrz e a tutti gli estimatori di Casale.


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