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Storia, tradizioni, cronaca di un paese di montagna
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Casale Corte Cerro

provincia del Verbano Cusio Ossola, Piemonte nord-orientale.
Situato nella val Corcera, tra lago d'Orta e lago Maggiore, il suo territorio è adagiato sulle pendici dei monti Zuccaro e Cerano, dai 200 ai 1700 metri di altitudine.
Gli abitanti sono 3500, distribuiti tra il capoluogo e le 14 frazioni.



I testi pubblicati in questo blog, ove non diversamente indicato, sono scritti da Massimo  M. Bonini - barbä Bonìn

I testi dialettali sono trascritti utilizzando le regole fonetiche fissate dalla Consulta Regionale per la Lingua Piemontese, adattate alle varianti locali dalla Compagnia dij Pastor.
 

 


I post presenti in questo sito vengono replicati all'indirizzo http://casalecortecerro.blogspot.com

Casale Corte Cerro e Massimo M. Bonini sono presenti in Face Book.
 


 

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Canti
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4 dicembre 2010

Santa Barbara, 4 dicembre

 

      LA MINIERA

Fino da giovane ho sempre lavorato

finché una mina mi ha rovinato,

finché una mina di quella galleria

ha rovinato la vita mia.



E anche mio padre sempre me lo diceva

di star lontano dalla miniera,

ma io testardo ci sono sempre andato

finché una mina mi ha rovinato.


 

Oh santa Barbara, prega pei minatori

sempre in pericolo della lor vita.

Oh santabarbara, oh santabarberina

dei minatori sei la rovina.


                                                                               canto dei minatori della valle Strona


 


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permalink | inviato da CasaleCorteCerro il 4/12/2010 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 novembre 2008

L’INNO DEI CASALESI



 Ël neust cämpanin

L’è gränd e l’è bél,

l’è dricc e l’è guzz

e ‘l dòminä ‘l ciel.  (ritornél)     



In sciumä l’è guzz,

in fond l’è quadrà

e ‘l gh’ha finësteui

dä’t scià e dä’t là.



L’è facc con sass viv,

stucà con cimént

e pòdän tral giù

né l’acquä n ‘l vent.



Äl gh’ha cinq cämpän

ël neust cämpänin,

äl sonä lä serä,

äl sonä ’l mätin.



Äl sonä dä meurt,

la biondä e dä spos,

äl sonä misdì

e mai l’è noios.



Äl gh’ha fin l’orlòcc

chë’l sonä tucc ij or,

äl dà fin l’avis

quänd vëgn l’esator.



Äs vëgh dä’n Quagiogn,

däl Gabi ä‘n Brughèr,

äs vëgh dä’n Pramor

e fin dä’n Cäldèr.

 Il nostro campanile
è alto e bello
è diritto e aguzzo
e domina il cielo.  (ritornello)

In cima è aguzzo
in basso è quadrato
e ha finestrelle
di qua e di là.

E' fatto di pietra viva
stuccata col cemento,
non lo possono abbattere
né pioggia né vento.

Ha cinque campane
il nostro campanile,
suona la sera
e la mattina.

Suona da morto,
la 'bionda' (motivetto popolare) e per i matrimoni,
suona mezzogiorno
e mai è noioso.

Ha perfino l'orologio
che batte ogni ora,
avvisa persino
quando arriva l'esattore (delle tasse).

Si vede da Quaggione,
dal Gabbio sino alle Brughiere,
si vede da Pramore
e persino dal Cardello.
(alpeggi e località nei dintorni di Casale)


Testo di Luigi Gedda (trascritto secondo la grafia unificata della lingua piemontese), musica di Costantino Calderoni, poi riscritta dal nipote, maestro Franco De Marchi.

                                                  ascolta la registrazione
                                                  (da Canti Popolari del Cusio, 1977)



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permalink | inviato da CasaleCorteCerro il 1/11/2008 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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